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La Merkel guarda al voto e comincia a fare la dura: “Non accogliamo tutti. Via il burqa”

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La cancelliera tedesca Angela Merkel parla al Congresso della Cdu e sceglie la linea dura sui migranti: “Non tutti quelli che arrivano in Germania potranno restare”. E vuol vietare il burqa ovunque

Angela Merkel cambia veste e indossa i panni della politica dura in tema di immigrazione, quella che non guarda in faccia a nessuno.

La campagna elettorale è già iniziata e la cancelliera si adegua, mostrando un volto diverso dal solito. In Germania ora si chiederanno: qual è la vera Merkel? Ma vediamo cosa ha detto di preciso al congresso della Cdu.

“Non tutti i migranti arrivati in Germania l’anno scorso potranno restare nel paese, ma prima di adottare una decisione bisognerà valutare caso per caso”. Nel 2015 la Germania ha accolto oltre 800 mila rifugiati come conseguenza della crisi migratoria e la Merkel ha assicurato che “questa situazione non si ripeterà”. Insomma, la Germania ora alza i muri. Il flusso, ha aggiunto la Merkel, si è ridotto in maniera considerevole nel 2016. “Non tutti potranno restare – ha proseguito la cancelliera – ma ognuna delle domande sarà valutata individualmente e ogni caso sarà risolto”.

Ma la Merkel è andata oltre, mostrando la faccia dura anche nei confronti di quella parte dell’islam che mostra di non volersi integrare. Il burqa va vietato “ovunque sia legalmente possibile”, ha detto la leader della Cdu.

Mea culpa sui profughi siriani. “È una vergogna – dice la Merkel – che non siamo riusciti ad aprire corridoi umanitari sicuri” ad Aleppo, in Siria, e anche l’appoggio di Mosca al regime del presidente Bashar Assad è “una vergogna”. Ed ha aggiunto che, mentre si convocano manifestazioni contro il trattato di libero commercio Ttip, non ce ne sono invece contro i bombardamenti su Aleppo. “Qualcosa funziona male”, ha detto, insistendo sul fatto che per vincere la guerra contro il terrorismo jihadista la comunità internazionale deve agire assieme, invece di comportarsi come ai tempi della guerra fredda con il mondo diviso in blocchi.

Poi la Merkel si è soffermata sul tema delle tasse. “Esprimo il mio chiaro no a qualsiasi aumento”, nel caso la Cdu vincesse le elezioni del settembre 2017. Fa riferimento alla mozione approvata ieri dai vertici del partito, dove si parlava apertamente di un rifiuto di qualsiasi aumento fiscale.

Merkel ripercorre gli 11 anni trascorsi alla guida del governo tedesco e definisce “impressionante” il bilancio di questo periodo. La cancelliera sottolinea che sotto il suo mandato il numero dei disoccupati nella prima economia europea è passato da 5 a 2,5 milioni. “Solo negli ultimi cinque anni siamo riusciti a creare 2,7 milioni di posti di lavoro”, e oggi per la prima volta la popolazione attiva supera i 43 milioni di unità. “Eravamo il malato di Europa ora siamo un’ancora di stabilità. Ciò dimostra che una politica intelligente può cambiare le cose”.

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ilgiornale.it

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