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I grillini vanno all’attacco di Renzi: è lui che non vuol tagliare i vitalizi

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I grillini accusano Renzi: “Ha firmato lui la legge contro i vitalizi d’oro”

Ex parlamentari con vitalizi d’ oro a fronte di pochi contributi versati. E il Movimento 5 Stelle, anti-casta per definizione, non fa nulla?
«Certo che sì», alza la voce di un tono Luigi Di Maio, vice presidente della Camera, «abbiamo provato ad affrontare la questione quando la Camera si è trovata a votare la riforma costituzionale». E come è andata? «Ho presentato un emendamento che chiedeva la rimodulazione retroattiva di tutte le pensioni che avevano questo spread tra contributi versati e importo percepito. L’ idea era di aggredire tutti i vitalizi portando le pensioni a un calcolo contributivo».

Con effetto retroattivo?
«Esatto. Ed è per questo che volevo inserirlo in una legge costituzionale. Proprio per superare l’ argine dei diritti acquisiti e scongiurare i ricorsi. Avevo previsto un articolo ad hoc, l’ ultimo, che avrebbe avuto come tema la rimodulazione di tutte le pensioni d’ oro. Però…».

Non ha funzionato?
«Ovviamente l’ emendamento è stato bocciato dal Partito democratico. E sentire oggi Renzi che pontifica contro la casta dicendo di voler tirare cazzotti per i 2.700 euro di vitalizio che qualcuno prende, be’, è veramente ridicolo».

Perché inserire i vitalizi nella riforma costituzionale? Perché non avete presentato un disegno di legge in materia?
«Una legge ordinaria può essere impugnata davanti alla Consulta. Allora, con i miei uffici, abbiamo studiato un emendamento alla riforma costituzionale. Era congegnato come uno scudo capace di arginare i ricorsi di chi percepisce le pensioni d’ oro.
Ma è andata come è andata».

Perché è stato bocciato, a suo avviso?
«Oggi la Camera ha paura di abolire i vitalizi perché si temono ricorsi. Allora si chiedono pareri su come sopprimere le pensioni d’ oro a costituzionalisti che molto spesso sono gli stessi destinatari degli assegni in questione. Questo circolo vizioso è davvero folle».

Con quale motivazione gli altri partiti hanno bocciato quell’ emendamento?
«È stato il Partito democratico a non volerlo approvare. Renzi e i suoi sanno benissimo che se tolgono di mezzo vitalizi e pensioni si ritrovano sul groppone di nuovo Veltroni e compagni».

La vecchia guardia rottamata.
“Tutti quelli che hanno finto un passo indietro dalla politica. Ma ricordiamo che sono persone che continuiamo a mantenere con 2.500-3.000 euro al mese».

Tra questi c’ è anche Rodotà, che era il vostro candidato come presidente della Repubblica…
«I vitalizi vanno soppressi per tutti quanti. Senza eccezioni. Rodotà fu votato dalla rete e noi lo portammo avanti il più possibile, poi c’ è stata anche qualche discussione tra di noi perché su vari temi avevamo idee divergenti. Io comunque non salvo nessuno, neanche Rodotà.

Il Parlamento ha varato una delibera per togliere i vitalizi ai condannati.
«Una delibera ignobile che salva più gente di quanta ne penalizzi».

Come sono andate le cose in ufficio di presidenza?
«Boldrini e Grasso hanno incontrato per mesi i rappresentanti del Pd per trovare un compromesso al ribasso. Sono state scritte 25 versioni differenti di quella delibera. Si è partiti dalla soppressione dei vitalizi per tutti i condannati e si è finiti a questo schifo. IlPd ha salvato tutti i suoi amici, da Cirino Pomicino in giù».

È giusto che la politica sia considerata come un mestiere che, a fine carriera, frutta una pensione?
«No, è sbagliato proprio concettualmente. Io faccio parte di un movimento che osserva il limite dei due mandati».

Rinuncerete al vitalizio?
«Quando andremo a casa, rinunceremo a qualsiasi privilegio pensionistico e anche alla liquidazione. La politica deve essere a tempo determinato, con uno stipendio più che dignitoso, che per noi significa 2.500 euro. Chi siede in Parlamento deve avere la stessa preoccupazione dell’ italiano che sa che può perdere il suo posto di lavoro da un momento all’ altro. Solo così non si perde mai il contatto con il mondo reale».

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