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Era nell’aria: Renzi salva la banca ?del padre della Boschi

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Il Consiglio dei ministri ha dato stasera l’ok al decreto legge che accelera il salvataggio di 4 banche

Il Consiglio dei ministri ha dato stasera l’ok al decreto legge che accelera il salvataggio di 4 banche. Si Ť riunito alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del premier Matteo Renzi.

Una seduta in cui Ť stato approvato il decreto salva banche che riguarda Banca Marche, Cari Ferrara, Banca Etruria e Cari Chieti. Una approvazione avvenuta oggi, domenica, a mercati chiusi accelerando i tempi di intervento prima dell’entrata in vigore in Italia delle norme europee sul bail-in, prevista il prossimo 1 gennaio. Il dl “non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche o al Fondo nazionale di risoluzione. Inoltre. I provvedimenti di avvio alla risoluzione non prevedono il ricorso al bail-in”, ha precisato l’esecutivo in un comunicato. Il decreto legge entrerŗ in vigore il giorno della sua pubblicazione, prevista per domani 23 novembre. Questo piano di messa in sicurezza della Cassa di Risparmio di Ferrara, di Banca delle Marche, Banca Etruria e della Cassa di risparmio di Chieti, da tempo commissariate, punta al riequilibrio finanziario e patrimoniale degli istituti fi credito, evitando sia il loro fallimento sia il ricorso, dal 2016, al bail-in, che avrebbe fatto pesare il risanamento sulle tasche di azionisti e creditori, sia salvandone l’operativitŗ.

“Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del consiglio Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan- si legge nella nota di P, Chigi- ha approvato un decreto legge che contiene alcune norme procedimentali volte a agevolare la tempestiva ed efficace implementazione delle procedure di risoluzione di Cassa di risparmio di Ferrara S.p.A, Banca delle Marche S.p.A, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Societŗ cooperativa e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. Il provvedimento consente di dare continuitŗ all’attivitŗ creditizia – e ai rapporti di lavoro tutelando pienamente i correntisti”. “In particolare – si legge nella nota del governo- nella cornice del nuovo quadro normativo in materia di gestione delle crisi bancarie definito dai decreti legislativi n. 180 e 181 del 16 novembre 2015, la Banca d’Italia ha deliberato in data 21 novembre 2015 i provvedimenti di avvio della risoluzione, approvati dal Ministro dell’economia e delle Finanze in data odierna a seguito della positiva decisione della Commissione europea sui programmi di risoluzione previsti nei provvedimenti stessi”.

Un decreto legge quello che ha avuto l’ok oggi che “ha un ambito estremamente circoscritto: “Ť volto unicamente a costituire tempestivamente le nuove banche (banche-ponte) contemplate dai provvedimenti di avvio della risoluzione delle 4 banche”, a “definire un quadro normativo certo sulle modalitŗ con cui saranno raccolti i contributi da parte del settore bancario al Fondo di risoluzione nazionale successivamente all’integrale avvio del Meccanismo di risoluzione unico” e a “definire le modalitŗ per l’applicazione alle nuove banche della disciplina fiscale in materia di imposte differite attive giŗ in vigore per tutti gli istituti di credito”. l ministro Boschi, oggetto di polemiche, dato il ruolo avuto dal padre ai vertici di Banca Etruria, ora commissariata, si trovava oggi a Milano per l’inaugurazione della Torre Isozaki, sede di Allianz. “Oggi si riunisce il Consiglio dei Ministri per un’operazione di salvataggio di quattro banche, tra cui la Popolare dell’Etruria nella quale il papŗ della Boschi fu uno dei capi con esiti catastrofici. Il Ministro Boschi avrŗ il buon gusto di astenersi dal partecipare al Consiglio dei Ministri? L’Intervento del Governo quanto Ť dovuto alle parentele della Ministra cosž celebrata ma dallo sfondo cosž preoccupante”, Ť stata la stoccata di Maurizio Gasparri di Forza Italia. A far discutere perÚ Ť anche il nuovo modello di risoluzione, ‘bail-in’, il meccanismo che coinvolge obbligazioni, azioni e depositi (sopra 100mila euro) nel salvataggio di una banca in difficoltŗ, prima del ricorso a fondi pubblici. Un meccanismo, di ‘salvataggio internÚ, che non vale nel caso delle quattro banche oggetto del dl di oggi. “Dal 1 gennaio 2016, l’azzardo morale dei banchieri, i crac bancari e l’omessa vigilanza delle banche centrali, saranno addossati a risparmiatori e depositanti tramite lo sciagurato meccanismo del bail in, un esproprio criminale del risparmio ideato da Bce, Troika e Cleptocrazia europea”, puntano il dito Adusbef e Federconsumatori in una nota. Per Unimpresa “l’entrata in vigore delle nuove regole europee sulla risoluzione delle crisi bancarie Ť una minaccia soprattutto per le obbligazioni emesse dagli istituti di credito che ammontano a 217 miliardi di euro”.

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