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Berlino colabrodo, così è scappato il killer Il problema (enorme) degli 007 tedeschi

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Per la Germania adattare le proprie norme di sicurezza ai nuovi standard anti terrorismo potrebbe rivelarsi una questione più spinosa del previsto. La prova è stata il mancato arresto di Anis Amri, segnalato dalle forze di polizia per ben sette volte nel corso del 2016 ma tutte le volte lasciato libero per mancanza di prove solide. Il vero problema della Germania è il suo passato prima nazista e poi comunista: queste due situazioni così autoritarie hanno creato una sorta di repulsione da parte della nazione nei confronti dello Stato di polizia. È ormai dalla caduta del muro che le istituzioni hanno delle difficoltà a inasprire i controlli, sia sul piano politico che su quello legale. Al giorno d’oggi la polizia e i servizi di sicurezza in Germania non collaborano, anzi sono due attività fortemente separate, per evitare appunto una struttura troppo invadente.

Thomas de Maizière, ministro degli Interni tedesco, ha proposto una riforma radicale della sicurezza. Secondo il Corriere della Sera il ministro vorrebbe centralizzare le attività di sicurezza, conferendo in questo modo più poteri alle agenzie federali e meno a quelle regionali, delle Land. Il vero problema è sul piano legale: ridistribuzioni di potere così invasive avrebbero sicuramente bisogno di emendamenti alla Costituzione. Inoltre, non appena de Maizière ha proposto la propria legge l’opposizione politica è insorta, non solo in difesa del garantismo ma anche tra i governatori delle Land che non vogliono perdere centri di potere. L’opinione pubblica e i grandi giornali sembrano invece favorevoli a una riforma adatta all’era del terrorismo islamico.

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