Picchia a morte la figlia di 3 anni: “Non rispondeva bene alle domande di matematica”

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L’uomo di 25 anni ha ammesso di aver usato sempre metodi violenti per punirla: “La picchiavo spesso perché doveva diventare una dura se voleva sopravvivere”

Ha picchiato brutalmente in casa la figlioletta di appena tre anni arrivando a ucciderla a botte solo perché la piccola non riusciva a rispondere correttamente alle domande di matematica che lui le faceva. È la drammatica storia che arriva dallo stato del Mississippi, negli Stati Uniti, dove il padre  della vittima, il 25enne Joshua Salovich, è stato arrestato e ora deve rispondere del reato di omicidio che potrebbe costargli anche la pena di morte. I fatti risalgono a venerdì scorso quando i servizi di emergenza sono stati chiamati per una bimba che stava male in un’abitazione e, accorsi sul posto, l’hanno trovata esanime con evidenti segni di percosse su tutto il corpo.

Portata in ospedale  la piccola è morta poco dopo. Alla notizia della morte l’uomo ha confessato: “Ho ucciso mia figlia”. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il pugile di 25 anni avrebbe picchiato la bambina, Bailey Salovich, con tutta la forza sia a mani nude sia con diversi oggetti come una canna di bambù e una corda, perché non riusciva a rispondere alle domande di matematica. La piccola sarebbe stata colpita diverse volte allo stomaco perché continuava a sbagliare ma le violenze andavano avanti da tempo.

Durante l’interrogatorio l’uomo avrebbe affermato “La picchiavo spesso perché doveva diventare una dura se voleva sopravvivere”. Salovich inoltre ha detto di aver usato lo stesso metodo per disciplinare la bambina  almeno cinque volte alla settimana. La mamma della piccola per ora non è stata incriminata perché non si trovava in casa al momento del fatto ma la polizia sta indagando su di lei perché sapeva dei metodi violenti dell’uomo.

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