Lo evira, gli fa mangiare il suo pene e lo uccide: la storia del cannibale di Rotenburg

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Il tedesco Armin Meiwes, noto come il cannibale di Rotenburg, adescò con un annuncio online l’ingegnere bisessuale Bernd Brandesun. Nell’inserzione sul sito cercava un uomo che fosse disposto a farsi macellare e mangiare. Brandesun si fece tagliare il pene e lo mangiò insieme al suo carnefice, che poi lo sgozzò.

 

I vicini di Armin Meiwes, classe 1961, ex tecnico informatico dell’esercito, lo consideravano un uomo del tutto ordinario. Bocca larga stirata di frequente in un ghigno beffardo, capelli castano cenere e uno sguardo scialbo, aveva l’aspetto di un uomo innocuo, noioso, forse. Viveva con sua madre a Rotenburg, aveva orari regolari, andava a letto presto, non era mai stato visto in compagnia di una donna. Nel 1999 l’anziana era morta e qualcosa nel contegno dell’ex tecnico era cambiato. Era come se si fosse liberato di un peso, camminava leggero, con le spalle finalmente distese.

 

Poteva finalmente realizzare liberamente le sue fantasie sessuali, così decise di scrivere un annuncio su The Cannibal Cafè, un sito di incontri molto singolare. Ciò che Armin cercava era un partner che lo assecondasse nel suo desiderio segreto di assaggiare la carne umana. Mangiare gli uomini che desiderava era il suo segreto e più perverso desiderio, sin da quando era asolescente aveva voluto mangiare i ragazzi dai quali si sentiva attratto. Online il 38enne trovò un mondo di potenziali prede che desideravano mangiare ed essere mangiate, un sottobosco di inimmaginabili perversioni.

 

La vittima perfetta

Il 9 marzo 2001 ricevette un messaggio fa Bernd Jürgen Brandesun, ingegnere tedesco di Berlino, bisessuale. Bernd voleva mangiare carne umana e poi farsi ammazzare e mangiare. Molte persone in rete si erano offerte di farsi macellare e mangiare, ma questo distinto ingegnere di Berlino sembrava seriamente convinto così Meiwes prese subito un appuntamento chiarendo allo sconosciuto che non sarebbe uscito vivo da casa sua. I due sottoscrissero un accordo e quando arrivò il giorno prestabilito Bernd Brandesun si presentò puntuale ‘a cena’.

 

La cena dell’orrore

Il padrone di casa aveva preparato con cura la tavola, acceso le candele e versato il vino. Ci vollero diverse dosi di paracetamolo perché l’ingegnere cominciasse a perdere sensibilità, quando si sentì pronto lasciò che il tecnico gli evirasse il pene eretto. Lo cucinò friggendolo in padella e avendo cura di lasciarne da parte dei piccoli pezzettini per il suo cane.  I due amanti, che avevano poco prima consumato un rapporto sessuale, lo mangiarono insieme. Quando ebbero finito Brandesun aveva perso tantissimo sangue, così il suo aguzzino lo adagiò nella vasca da bagno. Pochi minuti dopo avergli messo tra le mani una copia di Star Trek, il timido tecnico informatico lo sgozzò con un coltello.

 

A caccia di nuove vittime

Continuò da solo il pasto, congelando uno a uno i pezzi del corpo dell’amante che aveva smembrato e seppellendo quelli meno adatti a essere mangiati, in giardino. Nei mesi successivi li avrebbe cucinati e gustati un pezzo alla volta, prolungando così il piacere sessuale e – spirituale – che ne provava. Mese dopo mese il corpo si andava esaurendo e il tecnico dovette ricorrere allo stesso espediente con cui la prima volta aveva trovato la sua vittima: l’annuncio su internet. Questa volta si imbatté in uno studente che dapprima incuriosito, poi inorridito, girò il contenuto del messaggio alla polizia. Quando gli agenti faranno irruzione nella casa  tra i boschi presso Rotenburg troveranno nel giardino – e in freezer – pezzi di carne umana.

 

L’arresto

“Me lo ha chiesto lui”, dirà serafico Meiwes durante l’interrogatorio. Di fronte allo sbigottimento dei giudici tirerà fuori un video di 4 ore girato la sera del delitto. Nel nastro c’è tutto: dai rapporti sessuali alle sevizie fino al cannibalismo. Si tratta di un documento che verrà proiettato durante il processo, a porte chiuse, e che creerà un profondo imbarazzo nei giudici. Nella giurisprudenza, infatti, non vi sono precedenti di omicidi avvenuti con il consenso della vittima.

 

Il processo

Dopo una iniziale condanna a 8 anni per omicidio preterintenzionale, in primo grado, la vicenda processuale si conclude con una condanna all’ergastolo in appello. La sentenza finale, pronunciata nel 2006, non riconoscerà ‘l’accordo’ in virtù del quale la vittima sarebbe stata ‘consenziente’. Un anno dopo, in una intervista a RTL che darà scandalo, Meiwes dirà che la carne umana ‘sa di maiale’ e che è una ‘bella sensazione’ mangiare un essere umano.

 

Oggi il cannibale di Rotenburg sconta la sua condanna in carcere, dove è diventato vegetariano. Al processo parlò con naturalezza di come avesse preso contatti con altre persone che provavano piacere a mangiare carne umana. Secondo Meiwes in Germania ce ne sarebbero centinaia.

http://www.fanpage.it/

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