Parla Renzo Bossi: “Mojito e multe coi soldi della Lega?” Tutta la verità del Trota

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Dai 22mila euro spesi in mojito e negroni (per cui è a processo) Renzo Bossi è passato alla vita agreste. “Ho una azienda agricola, lavoro con mio fratello. Alleviamo maiali e capre, produciamo salumi e formaggi. Mi va bene così”, racconta in una intervista al Messaggero. “Mi aspettavo una condanna, ma è solo il primo grado e andremo avanti. Per una parte delle accuse sono stato assolto, altre sono state derubricate in tentata appropriazione indebita. Servono le prove per dimostrarlo e non sono mai state portate in aula. Io non ho nulla da rimproverarmi, se tornassi indietro mi ricandiderei”.

La Lega infatti gli manca molto: “Ho cominciato dal basso, attaccando i manifesti alle sagre di paese. E ho sempre versato la mia quota mensile al partito, ho creduto nel progetto politico“. Ora anche se non esclude di votare per Matteo Salvini, alla Lega “manca un programma. Cinque anni fa c’era e si parlava di federalismo. Lo dico anche da imprenditore, aspetto che le tasse che puntualmente pago restino in Lombardia”.Lui però con la politica ha chiuso: “Basta, vado avanti con la mia azienda”, quanto al Carroccio “non ho più rapporti con nessuno”.

Ora il “Trota” pensa di andare in Appello. “Non mi fermo qui”. “Non sono mai stato in Albania. Il consulente della guardia di finanza ha dichiarato durante un interrogatorio di non aver trovato una prova del pagamento da parte della Lega della famosa laurea all’estero… In 5 anni so cosa ho pagato di avvocati. Solo il cd degli atti è costato mille euro…”. Le multe? “Nel 2013 ho trovato 15 mila euro di multe in Equitalia che ho rateizzato e pagato. La macchina non era la mia ma della Lega e ancora in uso alla Lega”.

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