“Mio figlio 15enne in coma etilico, ora dovete pagare”

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Fa discutere la denuncia di una mamma di un ragazzo 15enne della provincia di Pavia che è tornato a casa dalla discoteca ai limiti del coma etilico. Chi gli ha servito la vodka nonostante sapesse la sua età? E’ questa la domanda che si pone la donna. Una domanda che però fa discutere dato che molti in questi casi puntano il dito proprio contro l’educazione dei genitori e non contro chi nei locali serve alcol ai minorenni.

“Ho letto che il Comune fa dei controlli in piazza per prevenire la vendita di alcolici ai minorenni, e sono d’accordissimo. Ma chi pensa a quanto accade nelle discoteche? Chi va a verificare che le leggi vengano rispettate?” urla a gran voce Mariella. La donna poi spiega ciò che è accaduto a suo figlio: “La sua fortuna – dice la donna – è che ha vomitato nell’auto di chi me lo riportava a casa dall’uscita del locale sino al paese dove viviamo. Altrimenti non so come sarebbe potuta andare a finire”.

Per partecipare a quella serata – racconta la madre – avevamo pagato in anticipo 20 euro. La sera dell’evento, mio marito ha accompagnato il ragazzo in discoteca, con l’accordo che, al ritorno, sarebbero stati i genitori di un altro ragazzo a riportarlo a casa. Alle 22.54 mi è arrivato un messaggio di mio figlio su WhatsApp. Mi chiedeva di fotografare la sua carta d’identità e di spedirgli la foto in modo che la potesse mostrare all’ingresso del locale. Quindi, i responsabili della discoteca sapevano di avere a che fare con un ragazzo di 15 anni”.

“Mio figlio e altri suoi amici avevano un tavolo riservato. Sopra – me lo hanno detto poi i suoi amici – c’erano vodka liscia, rum e champagne. Il ragazzo ha bevuto un po’ di vodka e si è sentito male, perchè non è abituato ai superalcolici. Si è fatto accompagnare fuori da un amico e, dopo un po’, il malessere gli è passato. Così è tornato dentro e probabilmente ha bevuto ancora. Dico probabilmente perchè lui non ricorda nulla. Da quando si è seduto sul divanetto dice di avere una specie di black out in mente”

“Alle 3,20 lo hanno accompagnato a casa nostra i genitori di altri ragazzi. Noi abitiamo a una trentina di chilometri dalla discoteca e mio figlio ha vomitato per tutto il viaggio e questo, probabilmente, lo ha salvato. Tra l’altro è un soggetto bronco asmatico per cui, quando è arrivato a casa, aveva anche difficoltà respiratorie. Io racconto questa storia perchè non è possibile consentire a un minorenne di bere superalcolici. E credo che non debba più capitare”.

direttanews.it

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