“I nostri soldi? Meglio darli alle mignotte. Sono più…”. Un Feltri epocale: come polverizza banche e banchieri

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Quando sento parlare di banche, istintivamente metterei la mano alla fondina della pistola, pronto a sparare. Peccato che non sia abitualmente armato, altrimenti qualche colpo lo avrei sparato. Succede che molte di esse siano in difficoltà, in bolletta, e non mi spiego perché. Gli italiani sono grandi risparmiatori. Non lo dico io bensì le statistiche da cui si evince che, nonostante la crisi economica ormai endemica, i nostri compatrioti sono formichine che amano accumulare euro, a costo di grandi sacrifici, e cercano di garantirsi un gruzzolo: perché non si sa mai, perché la vecchiaia va affrontata con le tasche piene, perché se un figlio non ce la fa bisogna aiutarlo.

Diciamolo in modo chiaro. Ciascuno di noi si rivolge alla banca sotto casa. Ne conosciamo il direttore e anche gli impiegati. Ci rechiamo agli sportelli con fiducia, convinti che il tempio del denaro non ci tradirà. Ci era mai passato per la testa che gli istituti di credito avrebbero tradito. Oggi scopriamo con stupore che, invece, molti di essi sono sul punto di fallire e trasaliamo. Pare impossibile. Ci domandiamo dove abbiano messo tutti i quattrini depositati e come li abbiano malamente investiti. Vogliamo saperlo, ma nessuno dice niente. Leggiamo qua e là che sono in sofferenza e pensiamo: se patiscono le banche a cui abbiamo dato i soldi, figuriamoci quanto patiamo noi che rischiamo di perderli. I giornali informano: molti di coloro che hanno ottenuto prestiti da esse, dai loro funzionari, non sono in grado di restituirli. Se è così, e stentiamo a crederlo, non comprendiamo la ragione per la quale siano stati versati capitali a gente che non ha fornito garanzie. Difatti, se tu chiedi un mutuo per acquistare un bilocale hai molte probabilità ti venga concesso. Ma ti ipotecano i muri. Se non paghi un paio di rate, ti confiscano l’immobile, lo alienano e ti azzerano il debito, ma perdi il bene. Perché le banche non hanno agito con lo stesso criterio con le persone importanti a cui sono stati dati fior di milioni?

Ecco il mistero mai svelato. Ai poveracci insolventi si porta via l’alloggio automaticamente, ai ricchi bidonisti non si torce un capello, gli si condona la pendenza, interviene lo Stato a tappare i buchi prodotti dagli insolventi.

Al Monte dei Paschi di Siena sono stati regalati 8 miliardi per sistemare il bilancio disastrato dai furbetti amici dei banchieri; alle popolari venete, saccheggiate non si sa da chi, ne saranno regalati 3.5. Palanche dei contribuenti che versano tasse a dismisura non per ricevere servizi all’altezza di un Paese civile, ma per ripianare i passivi causati dai signori.

C’è qualcuno che va in galera avendo sottratto somme alle Casse rurali? E c’è qualcuno che viene punito per aver elargito cifre a mascalzoni che non le hanno poi restituite? Neanche uno è stato blindato. Neanche uno ha subito pignoramenti. I furfanti di ogni risma continuano a vivere da nababbi, non hanno subito alcun castigo. Ecco perché siamo furibondi sia con essi, sia con chi li ha favoriti (i banchieri dei miei stivali), sia il governo che, anziché perseguirli, li aiuta prelevando il valsente dalle tasche nostre. Colmo della presa per i fondelli, i politici – che ci fanno ribrezzo – hanno annunciato di istituire una commissione parlamentare per indagare sulle schifezze degli istituti di credito. E uno immagina che essa farà giustizia, accerterà la verità e le responsabilità, mettendo i ferri a chi ha sgarrato. Illusione. Intanto le commissioni parlamentari – insegna la storia della repubblica – non hanno mai combinato nulla. Al punto che si dice servano solamente ad affossare ogni grana.

Nel caso specifico occorre precisare: poiché la scadenza naturale della legislatura è prevista per febbraio del prossimo anno, va da sé che l’inchiesta sulle banche non avrà tempo di esaurire i lavori e decadrà insieme con le Camere. Trattasi pertanto di squallida finzione destinata a fallire. Non si verrà a capo di nulla e si perpetuerà la solita fregatura: soldi gratis ai ladri e imposte ai risparmiatori, già defraudati. Un consiglio: piuttosto che versare denaro alle banche, andate a puttane, che sono più oneste.

di Vittorio Feltri

LIBERO QUOTIDIANO

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