La novità per quanto riguarda gli stipendi di tutti gli italiani, ecco cosa stanno decidendo

loading...

Il Governo sta pensando ad introdurre l’obbligo del pagamento delle retribuzioni tramite bonifico o ufficio postale. La firma della busta paga non costituisce prova del pagamento dello stipendio. Quindi potrebbe essere vietato il pagamento degli stipendi tramite contanti o assegni.

In questo modo il governo cerca di combattere il lavoro in nero e abusivo. Ecco cosa dice la proposta di legge.

In pratica attraverso questo decreto il governo sta cercando di evitare che i dipendenti ricevano meno di quanto pattuito o che i vari datori di lavoro gonfino le reali retribuzioni. In alcuni casi infatti viene corrisposto un importo inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva.

La legge presentata da Titti Di Salvo (PD) nel 2013 nelle ultime settimane sta subendo un’accelerazione.

“La presente proposta di legge – secondo l’onorevole – offre una soluzione a un problema che colpisce moltissimi lavoratori. È infatti noto che alcuni datori di lavoro, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, corrispondono ai lavoratori una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare al lavoratore, molto spesso, una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare.

Tale prassi deprecabile rappresenta un grave danno per i lavoratori i quali vengono non solo depauperati di parte del lavoro prestato, ma sono lesi nella loro dignità e nel diritto a una giusta retribuzione, in violazione degli articoli 1, 35 e, soprattutto, 36 della Costituzione. Al contrario, la corresponsione di una retribuzione inferiore si risolve in un vantaggio illecito per il datore di lavoro”.

Se la legge passerà obbligherà i datori di lavoro a retribuire i lavoratori “attraverso un istituto bancario o un ufficio postale” con uno dei seguenti mezzi:
1. accredito sul conto corrente.
2. pagamento in contanti presso uno sportello postale o bancario.
3. Emissione di un assegno da parte dell’istituto bancario.

Insomma non si potranno pi pagare i propri dipendenti in contanti o tramite assegno, ma solamente con le tipologie sopra citate.

Questa proposta estenderà questi obblighi a tutti i tipi di lavoratori, con contratto a termine o contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Ma oltre a tutto ciò si stanno preparando anche le sanzioni per chi non ottempererà a questi doveri, con sanzioni che arrivano anche a 50.000 euro. Non solo, è previsto anche che il datore di lavoro comunichi l’istituto bancario con cui si instaura il rapporto di lavoro, in mancanza di questa indicazione ci sarà una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma pari a 500 euro”.

http://www.pandapazzo.com/wordpress

loading...

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *