Uccide un ciclista con la sua Porsche, ma la passa liscia: “Ha l’immunità diplomatica”

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Ha ucciso un ciclista aprendo la portiera della sua Porsche, ma non verrà punito in alcun modo. Il motivo? E’ un diplomatico e può farsi scudo della sua “immunità”. E’ successo a Berlino, nel distretto di Neukölln, lo scorso giovedì sera. L’uomo – un alto funzionario d’ambasciata saudita di 50 anni – aveva posteggiato la sua supercar, del valore di circa 115.000 euro, sulla corsia di una pista ciclabile. Aprendo la portiera, ha colpito un 55enne che stava tentando di sorpassare la vettura. Il poveretto è caduto e morto sul colpo, ma il responsabile dell’incidente non sarà perseguito penalmente.

L’ambasciata dell’Arabia Saudita si è premurata di manifestare il cordoglio alla famiglia della vittima – identificata semplicemente come Michael E. – , ma senza mettere in alcun modo in discussione l’immunità di cui gode il diplomatico. Con buona pace delle richieste di “giustizia” da parte dei parenti del povero ciclista. “Non è giusto che qualcuno possa uccidere in questo modo e passarla liscia – dice la moglie Marina, 53 anni – . A me non importa nulla che sia un diplomatico. Dovrebbe avere la giusta pena”. Un portavoce della Polizia di Berlino ha però fatto sapere che “abbiamo le mani legate: non possiamo togliergli l’immunità diplomatica”. Intanto le statistiche dicono che a Berlino il numero delle infrazioni al codice della strada commesse dai diplomatici è in aumento: 23 mila nel 2016 contro le 10 mila del 2006.

Direttanews.it

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